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Sieti
 

La valle ed il fiume che attraversa il paese presero nome dai Picentini e la fondazione di Giffoni Sei Casali si fa risalire all’epoca delle invasioni barbariche, quando i popoli rivieraschi trovavano scampo sui monti remoti per sfuggire ai saccheggi, dando vita a “Pagos e Vicos”. Il nome Segeti significa appunto Luogo Segreto.

Sieti è il casale più alto del Comune, a circa 400 m.slm ed il pittoresco paese è immerso nel verde dei suoi castagneti, noccioleti, oliveti e boschi di latifoglie, in una gola chiusa a monte dal massiccio dei Monti Mai che protegge il villaggio dai freddi venti del nord. Due piccole frazioni, Sieti Alto e Sieti Basso, sono legate da una sottile teoria di case che fanno capo alle due case parrocchiali del SS. Salvatore, risalente al IX Sec. e di S.Maria delle Grazie, del XVI Sec. ; a metà strada vi è Piazza Convento, di forma quadrata, con la chiesa della Madonna del Paradiso (rifacimento del XV sec di struttura preesistente del XII sec) e dominata dalla mole del Convento dei Frati Serviti, fondato nei primi decenni del ‘400 e centro di cultura religiosa fra i più importanti del meridione.Giuseppe Bonaparte ne segnò la fine nel 1806, successivamente confermata da Gioacchino Murat.

Presentazione del libro "Polvere" di Antonio de Roberto

L’edificio fu adibito ad Ospedale per essere poi, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, chiuso e abbandonato. I primi atti pubblici di Sieti risalgono agli albori del primo millennio dell’Era Cristiana, e per secoli fu fiorente polo tessile specializzato nella lavorazione della lana e della seta, in uno con Prepezzano, altro Casale, situato a fondo valle.Grazie a tale fiorente attività, le famiglie più abbienti eressero a propria dimora edifici pregevoli, poi ristrutturati nel periodo di maggior splendore che va dal 1550 al 1700. Al successo economico seguì di pari passo un fiorire di uomini di cultura, la cui fama varcò gli angusti confini regionali, lasciando un segno nel paese. Agostino Pastina, Vescovo dei Servi di Maria, nel ‘400, il Cardinale Dionisio Laurerio, Padre >Generale del medesimo ordine nel ‘500, i Vescovi Andrea e Matteo De Robertis nel ‘600, il Beato Celestino De Robertis discepolo di S.Alfonso de’Liguori ed amico di S:Gerardo, nel ‘700 furono eminenti uomini di Chiesa. Furono di casa a Sieti anche il poeta Jacopo Sannazzaro, nel ‘400 e nell’800 il grande Meridionalista Giustino, dei Baroni Fortunato, discendente della più nobile famiglia del posto. Nel campo del Diritto hanno primeggiato giureconsulti di livello eccelso, quali Marcello Fortunato, e l’avv. Domenico De Roberto, famoso professore di Diritto all’Università Regia di Napoli, il cui busto è visibile a Castel Capuano a Napoli a fianco dei maggiori giuristi della storia e a quello di Francesco Saverio Correra, suo suocero. (Estratto liberamente dal romanzo “Polvere” di Antonio De Roberto)

 
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