L'aria pulita , i boschi incontaminati che l'abbracciano sono la primaria attrattiva di Acerno, cittadina con vocazione turistica che prende nome dai boschi di acero che vi allignano. L'atmosfera fresca e tranquilla e le numerose attività culturali invogliano a sostare nelle calde serate estive per fuggire dal'aria rovente della città. D'inverno è la neve che rende attraente il paesaggio e che attira gli sciatori sulle piste da sci. Le origini della cittadina risalgono alla dominazione romana, anche se vi sono tracce di insediamenti neolitici, e nel locale museo è conservato anche il calco di una zanna fossile di mammuth. Ai tempi della seconda guerra punica contrp Annibale, i Piceni, suoi alleati, sconfitti dai Romani, trovarono rifugio nellemontagne alle spalle di Pontecagnano e Giffoni e qui diedero vita al nuovo centro. Dopo aver perso la sede Vescovile la città è andata lentamente degradandosi fino al secondo dopoguerra, quando è risorta grazie ad una notevole attività turistica, legata principalmente ai percorsi montani ed enogastronomici. Funghi, fragole, tartufi e castagne sono i principali ingredienti di piatti tradizionali che si preparano in occasione delle sagra della Castagna e della festa di S.Donato.

Storia di Acerno

I primi insediamenti umani risalgono all’Età Neolitica come dimostra il calco della zanna del Mammuth Primigenius datato Il centro fu originato dalla distruzione dell’antica Picentia, rasa al suolo dai Romani per punire i Picentini per la connivenza con Annibale durante la seconda guerra punica. Un nucleo di superstiti si stanziò sulle alture tra l’Accellica (m. 1660), il Polveracchio (m. 1790) ed il Cervialto (m. 1809). La sua storia s’identifica con quella della Diocesi e la prima testimonianza della presenza di un vescovo è datata secolo XII. Acerno perse la sua sede arcivescovile nel 1818 con la bolla “De Utiliori” e fu affidata in amministrazione perpetua all’Arcivescovo di Salerno. Tipica è anche l’archeologia industriale, in quanto nel ‘700-800 avevano rilievo le attività di ferriere e cartiere (queste ultime, nel 1848, davano lavoro a 30 operai e producevano 8000 risme di carta). Il 15 settembre 1943, in pieno conflitto mondiale, la città fu bombardata dalle forze aeree anglo-americane e fu distrutto in parte il palazzo vescovile, alcune chiese e numerosi caseggiati.

 

Monumenti e bellezze naturali

  • Cattedrale di S. Donato in stile barocco e con campanile sormontato da una cuspide a bulbo con raffigurazione degli Evangelisti del Pallante
  • Chiesa di Santa Maria degli Angeli
  • Convento di S. Antonio dei Frati Minori Osservanti
  • Santuario della Madonna delle Grazie con altare in marmi policromi ed effigie della Madonna delle Grazie incoronata
  • Resti delle Cartiere
  • Calco della zanna di Mammuth Primigenius presso la Biblioteca Comunale
  • Monti Accellica (m. 1660); Cervialto (m. 1809); Mai (m. 1607); Polveracchio (m. 1790); Terminio – Tuoro (m. 1806) con paesaggio costellato di doline, campi carsici ed inghiottitoi che trasmettono le acque dilavanti
  • Grotta di Strazzatrippa e degli Angeli, condotti carsici

 

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